La Chiesa

La chiesa prende il nome dai due eremiti siriani che per primi nel V secolo cristianizzarono gli abitanti di questo luogo, e fu riedificata nel XII secolo ad opera dei monaci benedettini, sopra l’antico sito religioso risalente al periodo del Ducato longobardo di Spoleto.

Nella facciata è visibile uno splendido rosone circondato dai simboli dei quattro evangelisti. Nella parte inferiore vi è un bassorilievo rappresentante le scene più salienti della vita dei due Santi. Sulla sommità dell’elegante timpano si può ammirare l’Agnus Dei, raffigurante l’agnello con la croce, simbolo dell’insediamento benedettino.

L’interno della chiesa è ad una sola navata. Il presbiterio è sopraelevato e vi si accede salendo gradini in pietra, sette come le virtù. Il catino absidale è ornato dal Cristo Benedicente tra due angeli, dipinto dal maestro di Eggi alla metà del Quattrocento. Nel tamburo la Madonna col Bambino tra S.Sebastiano e Santa Appollonia. Si possono inoltre ammirare sulla parete destra gli affreschi di S.Felice che uccide il drago e S.Michele Arcangelo., inoltre sulla parete sinistra un’Adorazioni dei Magi, tutte e tre gli affreschi risalgono al XV secolo ed è sconosciuta la mano dell’artista. Sottostante l’altare vi è la cripta a due navate divise da una colonna romana capovolta. La parte più antica dell’edificio dove sono conservate, all’interno di un sarcofago romano in pietra locale protetto da un’antica ferrata, le spoglie di S.Mauro, S.Felice e della nutrice Eufrosia .

Il complesso abbaziale

Nei pressi della primitiva cella monastica sorse il monastero fondato da S.Mauro e restaurato in occasione dell’ultimo Giubileo.

Dipendente dall’Abbazia di Farfa, o dalla vicina Abbazia di San Pietro in Valle, ospitava numerosi monaci congregati sotto la Regola Benedettina. Nel sec. XII, si elevò al rango di Priorato, alle dipendenze dell’Abbazia di Sassovivo. In seguito, il priorato passò al clero secolare e , nel 1535, da Clemente VII, fu concesso in commenda alla famiglia Lauri di Spoleto…

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